Sei questo ciuffo di capelli che trastullo tra le dita, senza pace. Sei il labbro inferiore che prima inumidisco e poi mordicchio. Ogni gesto impaziente racchiude la voglia che ho di te.
Sei questi occhi che sorridono, pensandoti. Sei il mio imbarazzo quando sogno voluttà ad occhi aperti, qui, in mezzo alla gente. Ogni idea di saliva e sospiri sveglia il torpore di questa pelle mia, che non riconosco più.
Di nascosto oggi eri il cielo blu e una nuvola di passaggio; eri la luce delle 17 e 30 e una bocca sul mio collo; eri un uomo disteso sotto di me, le sue mani sui miei seni.
Oggi che ti ho pensato così tanto, eri un uomo perfetto: senza nome, senza storia, senza pretesa. Amore assoluto e onnipresente. Perché è solo quando non investiamo l’altro delle nostre proiezioni che l’attimo ha il sapore dell’infinito.
Sei questi occhi che sorridono, pensandoti. Sei il mio imbarazzo quando sogno voluttà ad occhi aperti, qui, in mezzo alla gente. Ogni idea di saliva e sospiri sveglia il torpore di questa pelle mia, che non riconosco più.
Di nascosto oggi eri il cielo blu e una nuvola di passaggio; eri la luce delle 17 e 30 e una bocca sul mio collo; eri un uomo disteso sotto di me, le sue mani sui miei seni.
Oggi che ti ho pensato così tanto, eri un uomo perfetto: senza nome, senza storia, senza pretesa. Amore assoluto e onnipresente. Perché è solo quando non investiamo l’altro delle nostre proiezioni che l’attimo ha il sapore dell’infinito.